Il Basilico è il Re dell’estate tra le piante aromatiche da utilizzare in cucina. Il suo nome deriva dal latino “basilicum” e dal greco “basilikon phyton” che significa “pianta regale e maestosa”, il che riflette una tradizione che anticamente considerava il basilico come una pianta nobile e sacra; inoltre “basileus” significa “Re”.

Origine

Il Basilico è il Re dell’estate tra le piante aromatiche da utilizzare in cucina. Il suo nome deriva dal latino “basilicum” e dal greco “basilikon phyton” che significa “pianta regale e maestosa”, il che riflette una tradizione che anticamente considerava il basilico come una pianta nobile e sacra; inoltre “basileus” significa “Re”.

Il basilico è diventato un ingrediente tipico della cucina italiana e spopola negli orti delle regioni mediterranee ma questa pianta aromatica è originaria dell’India. Nell’antichità gli usi del basilico andavano oltre quelli culinari, veniva impiegato per creare profumi e come rimedio curativo. In altre culture, ad esempio in India, il basilico veniva considerato come simbolo di ospitalità. Tra gli antichi egizi e i greci, il basilico era considerato di buon auspicio per l’aldilà e si usava per le imbalsamature. I cinesi e gli arabi erano a conoscenza delle sue proprietà medicinali, mentre i crociati ne riempivano le navi per allontanare insetti e cattivi odori.

Il basilico appartiene alla famiglia della menta piperita e le sue foglie arrotondate ma leggermente a punta variano da un colore verde intenso a tonalità violacee. Esistono infatti circa 60 varietà di basilico, leggermente diverse l’una dall’altra in aspetto e gusto.

Le quattro varietà mediterranee includono:

  • il basilico greco, dalle foglie piccole e un retrogusto piccante, molto adatto ai cibi freschi;
  • il basilico viola, dal colore scuro e un gusto delicato;
  • il basilico comune, con un profumo intenso e grandi foglie;  
  • il basilico genovese, conosciuto in tutto il mondo come ingrediente principale del pesto.

Valori Nutrizionali e Proprietà

Il basilico è composto per circa il 92% da acqua e contiene una piccola parte di proteine. È un’ottima fonte di rame, vitamina A, C, K oltre che di calcio, potassio, magnesio, ferro, fosforo, manganese, acido folico e acidi grassi omega 3.

Le proprietà benefiche del basilico sono soprattutto antinfiammatorie e antibatteriche, favoriscono la digestione e il corretto funzionamento dello stomaco. È inoltre considerato un tonico per il sistema nervoso e per la mente, in particolare in caso di stress, di stanchezza e di affaticamento.

Perché mantenga al meglio il proprio contenuto vitaminico, il consiglio è di consumare il basilico a crudo, come aggiunta alle insalate o nella preparazione del pesto. 

La Tradizione Erboristica

Il basilico viene da sempre utilizzato dalla medicina popolare per contrastare disturbi gastrointestinali, come senso di pienezza e flatulenza, e come rimedio per favorire la digestione, la diuresi e per stimolare l’appetito. L’olio essenziale di basilico, invece, viene impiegato nella medicina tradizionale per il trattamento di dolori reumatici, dolori articolari, ferite e raffreddore.

Nella medicina cinese il basilico è usato per trattare le disfunzioni renali e i crampi allo stomaco. Nella medicina indiana, invece, è utilizzato per trattare una grande varietà di disturbi, quali anoressia, artrite reumatoide, dolore alle orecchie, affezioni cutanee, amenorrea, dismenorrea, stati febbrili e malaria. Il basilico è sfruttato anche nella medicina omeopatica, dove lo si può trovare sotto forma di granuli con indicazioni per il trattamento di disturbi ansiosi, nausea e vomito, spasmi intestinali, bronchite e tosse grassa.

In Cucina

Il basilico fresco non può mancare quando prepariamo il sugo di pomodoro o tritato in aggiunta alle verdure di stagione, alle zuppe e alle vellutate. Tra le varie erbe aromatiche da abbinare agli ortaggi in cucina, il basilico si sposa benissimo con i pomodori, ma anche con le patate e con le melanzane.

La preparazione più famosa a base di basilico è il pesto che lo vede protagonista insieme all’olio extravergine, al formaggio e ai pinoli. Il primo esempio fu, in epoca romana, il “Moretum”, descritto da Virgilio come un tipo di formaggio a base di erbe spalmabile che gli antichi Romani mangiavano con il pane. La prima ricetta del pesto alla genovese viene fatta risalire all’Ottocento e la si trova scritta sulla Vera Cuciniera Genovese di Emanuele Rossi (1852), denominata come Pesto d’Aglio e Basilico. Anticamente, almeno nella ricetta nata nelle case contadine, non era prevista la presenza del Parmigiano-Reggiano, poiché formaggio raro sulle mense popolari liguri, ma soltanto il pecorino prodotto artigianalmente dai pastori dell’Appennino genovese.

Vediamo la ricetta per fare un ottimo pesto come da tradizione ligure.

Pesto alla Genovese

INGREDIENTI – biologici da filiera etica-olistica:

  • 50 gr di foglie di basilico (fresco, perfettamente integro e asciutto)
  • 2 spicchi d’aglio piccoli (qualità di Vasselico, dal sapore meno intenso e forte)
  • 100 ml di olio extravergine biologico (ligure DOP)
  • 70 gr di Parmigiano Reggiano
  • 30 gr di Pecorino
  • 15 gr di pinoli
  • 1 pizzico di sale

Munirsi di mortaio e pestello oppure è possibile usare il frullatore, consapevoli che le lame ossidano le foglie, scaldano il composto e la consistenza granulosa tipica della pestatura tradizionale viene persa!

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